chiarity shopNei locali della Casa della Fraterna Solidarietà, il lunedì ed il mercoledì sera il CHARITY SHOP (negozio della carità) attende tutti coloro che hanno la sensibilità di combattere il disagio conseguente alla crescente povertà di tante, troppe famiglie della nostra città.

Si può venire anche per una semplice visita.
Chi poi si "innamora" di un bel capo di vestiario nuovo (con tanto di etichetta) o semi nuovo, per uomo, donna o bambino, o di un pezzo di simpatica oggettistica, può portarlo a casa praticando uno scambio: il BARATTO.
Ogni pezzo ha un suo controvalore in derrate alimentari (pasta, riso, zucchero, pelati, latte, etc.)

È previsto un sistema agevole per evitare il loro trasporto e consegna.

Perchè nasce il CHARITY SHOP?

Perchè la vecchia e nuova povertà stanno dilagando.
Perchè tante, troppe persone, per la disperazione minacciano il suicidio e talune lo hanno già tentato (vanamente per fortuna) e ce lo hanno raccontato.
Perchè abbiamo necessità di procurare risorse per dare risposte concrete.
Perchè purtroppo oggi il volontariato è chiamato a colmare le lacune che la mano pubblica, suo malgrado, non riesce ad eliminare.

Quindi ci rivolgiamo a tutti i cittadini di buona volontà.

3 spreco alimentareUn protocollo di intesa tra Comune, Coldiretti, Caritas diocesana e Casa della Fraterna Solidarietà.

 

SASSARI 11 giugno 2015 – Ridurre lo spreco e riutilizzare quelle derrate alimentari ancora commestibili che, in assenza di un possibile uso alternativo, sarebbero destinate a essere eliminate. È il principio che sta alla base del protocollo di intesa, “Campagna amica e solidale” che prenderà il via sabato 27 giugno, siglato questa mattina a Palazzo Ducale tra il Comune di Sassari, Coldiretti, la Casa della fraterna solidarietà e la Caritas diocesana.

 

Le attività progettuali dell'accordo hanno l'obiettivo di incrementare la disponibilità di cibo destinato all'assistenza delle persone indigenti e sono finalizzate al recupero delle merci invendute nel mercato di Campagna amica che si svolge ogni sabato all'emiciclo Garibaldi. La Caritas diocesana e la Casa della fraterna solidarietà, che fra le associazioni operanti nella rete del volontariato hanno un sistema organizzativo e logistico adeguato, si alterneranno nel compito di ritirare e riutilizzare le derrate alimentari all'interno del circuito dell'attività della propria associazione, come mense e distribuzione di sacchetti alimentari.

«L'iniziativa che sigliamo oggi, nelle felice coincidenza con l'enciclica di Papa Francesco contro lo spreco, – afferma il primo cittadino Nicola Sanna – risponde alle nostre linee programmatiche, con le quali ci siamo anche impegnati ad avviare campagne di educazione e sensibilizzazione alla lotta agli sprechi. È necessario incoraggiare la cultura del riciclo e favorire nuovi stili di vita quindi anche promuovere campagne mirate ad azioni di solidarietà fra cittadini. Ringraziamo le associazioni che con entusiasmo hanno aderito a questo progetto».

Nel programma TelegIn Radio, l'intervista di Graziano Mura di Telegi Notizie al Presidente Aldo Meloni.
Portate il cursore di YouTube al minuto 17,30". Buon ascolto.

 

5x1000MOLTE PERSONE TELEFONANO PER CONOSCERE IL CODICE FISCALE DELLA CASA DELLA FRATERNA SOLIDARIETA' PER DONARE IL 5X1.000. 

PER CHI FOSSE INTERESSATO IL CODICE E' IL SEGUENTE:  02182340907


GRAZIE A TUTTI COLORO CHE DARANNO IL LORO AIUTO ALLE TANTE, TROPPE PERSONE DISPERATE, IN STATO DI DIFFICOLTA' ECONOMICA.

logo whiteL’emergere di nuove povertà, che si sommano drammaticamente alle preesistenti, ha toccato profondamente l’animo di un gruppo di persone, spingendole a costituire un’associazione per dare sollievo alle necessità primarie dei vecchi e nuovi bisognosi.

 

In estrema sintesi, nei locali d C.so Margherita di Savoia n. 6 vengono distribuiti quotidianamente (domeniche e festivi esclusi), pane, latte ed altri generi alimentari a lunga conservazione che non abbiano bisogno di celle o banchi frigo (anche il latte pertanto non potrebbe essere quello di giornata) a chiunque si presenti presso i locali dell’associazione, consentendo in tal modo l’asporto ed il consumo di quanto ottenuto nell’intimità della propria abitazione. Ovviamente a nessuno vengono chiesti il nome, la ragione del bisogno o le sue idee. Si vuole evitare che il comprensibile pudore produca digiuni silenziosi, a volte drammatici.