L’assalto silenzioso al market dei poveri

La Nuova Sardegna

Oltre duecento indigenti hanno chiesto la busta della solidarietà

 

SASSARI. Si sono presentati anziani, famiglie con bambini al seguito, persone sole, tutti con l'incredulità stampata sul volto. I volontari pensavano di consegnare al massimo un centinaio di buste di generi alimentari. Ma ieri mattina, giorno inaugurale del " minimarket " della solidarietà, in corso Angioy 16, in appena 2 ore sono stati consegnati ben 225 sacchetti una cifra enorme, che dà la misura di quante persone in città vivano in condizioni di disagio.

 

I volontari dell'associazione Casa della fraterna solidarietà hanno aperto lo sportello alle nove del mattino. Dopo meno di un'ora il pane era già finito. Una chiamata al panificio Cesaraccio, e in pochi minuti sono stati inviati altri tre gesti di panini. I " clienti ", nuovi e vecchi poveri della città, sono rimasti senza parole, con le buste bianche in mano, e nessun documento da firmare, nessuna domanda a cui rispondere. I sacchetti di generi alimentari, con pane, pasta, latte e pelati, sono stati consegnati a tutti e in forma assolutamente anonima. Oltre ad anziani e persone sole, allo sportello di corso Angioy 16 si sono presentati interi nuclei familiari. In quel caso, le buste sono state " arricchite " con biscotti, merendine e quant'altro. " Avevamo il sospetto che potessero arrivare molti bisognosi - ha spiegato Aldo Meloni, presidente dell'associazione di volontariato -, ma i numeri sono molto più alti di quanto potessimo immaginare. Noi non ci siamo fatti trovare impreparati, ma per tenere ritmi così elevati, sarà necessario che i supermercati della città diano un contributo maggiore, in particolare quelli che ancora non hanno dato la loro adesione. Molto spesso, prodotti che stanno per scadere, ma ancora buoni, vengono eliminati dagli scaffali dei supermercati, e vengono di fatto buttati. Noi, quegli stessi prodotti, potremmo consegnarli ogni giorno ai poveri che si rivolgono al nostro sportello. È necessario che tutti diano il loro contributo ". Per ora l'associazione opererà nei locali di corso Angioy, messi a disposizione temporaneamente dalla Fondazione Divina Provvidenza. Se l'amministrazione comunale, che per ora non ha contribuito in alcun modo, in futuro riuscisse a offrire locali più spaziosi, l'associazione potrebbe lavorare meglio e in condizioni migliori, e fare anche la raccolta di abiti usati da consegnare ai bisognosi. L'associazione attende risposte da alcuni produttori, per quanto riguarda il latte e altri generi alimentari. " Donazioni che incidono in modo irrilevante nel bilancio delle aziende – conclude Meloni - ma che potrebbero risolvere i problemi quotidiani, spesso di sopravvivenza, per tanti poveri della città ".

 

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