CASA DELLA FRATERNA SOLIDARIETA' O.d.V.

Per effettuare una donazione in denaro:

Iban: IT 49 J 0101 517203000070348846

Iban: IT 07 I 0101 517203000070041264

si trova a Sassari in Corso Margherita di Savoia.
Tutte le mattine si crea una coda e i nostri volontari
distribuiscono dei viveri a coloro che ne fanno richiesta.

Donate 2000 buste della solidarietà in otto giorni

La Nuova Sardegna

SASSARI. Quasi duemila buste di generi alimentari consegnati otto giorni. È il primo bilancio fatto dai volontari dell'associazione " Casa della fraterna solidarietà ", che dal 23 ottobre lavorano nello sportello di corso Angioy. Un bilancio che dà l'idea di quanti Sassaresi vivano in condizioni di indigenza. La media della prima settimana è stata di 215 sacchetti giornalieri. Lunedì ne sono stati distribuiti 270 mentre ieri si è saliti a quota 287: " Una enormità - commenta il presidente dell'associazione, Aldo Meloni -, che va al di là delle nostre previsioni iniziali. Pensavamo che 100 sacchetti giornalieri sarebbero stati sufficienti, ma i dati di questi giorni vanno decisamente oltre. In questa fase, nella nostra associazione diventa fondamentale trovare nuovi donatori, e siamo fiduciosi che ci riusciremo "   Sebbene le buste con pasta, latte, pane e pelati, vengano consegnate in modo totalmente anonimo, e ai poveri non venga chiesto alcun tipo di informazione, i volontari si sono fatti un'idea della loro " composizione ". " ogni giorno arrivano persone nuove – spiega Meloni -, e il fatto che siamo a fine mese probabilmente significa che questo è il periodo più critico per molti cittadini. Gli utenti del nostro sportello sono eterogenei: si va dagli anziani alle madri di famiglia, dai rom a qualche immigrato di colore. Ciò che è certo, e che almeno il 95 per cento degli indigenti che si rivolgono alla nostra associazione sono sassaresi ". Tra i tanti " veri " poveri che ogni mattina vanno a prendere la busta della spesa gratuita, ce ne sono alcuni che probabilmente non hanno un reale bisogno. " Chi viene al nostro sportello - sostiene Aldo Meloni -, non può che stare male, si tratta comunque di persone che hanno problemi economici gravi. Che interesse potrebbe avere una persona nell'esporsi per una busta di pane e di latte? Per rivenderla forse? Io sono convinto che chi viene da noi siano quasi esclusivamente veri bisognosi " Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, nel corso della settimana sono arrivati due nuovi donatori di pane. Oltre a Cesaraccio, socio fondatore della Casa della fraterna solidarietà, ora consegnano anche il panificio Ballarini e Gigi Riu di Alghero che, nonostante non abbia clienti a Sassari, ogni mattina manda un furgone in città per i bisognosi.

La Casa della Fraterna Solidarietà

L’emergere di nuove povertà, che si sommano drammaticamente alle preesistenti, ha toccato profondamente l’animo di un gruppo di persone, spingendole a costituire un’associazione per dare sollievo alle necessità primarie dei vecchi e nuovi bisognosi. In estrema sintesi, nei locali d C.so Margherita di Savoia n. 6 vengono distribuiti quotidianamente (domeniche e festivi esclusi), pane, latte ed altri generi alimentari a lunga conservazione che non abbiano bisogno di celle o banchi frigo [...]

 

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Noi siamo volontari

Il nostro volontariato è contraddistinto dalla totale gratuità delle prestazioni e nell’assoluta apoliticità e aconfessionalità nella nostra operatività. Il rispetto nei confronti dei nostri fratelli in stato d’indigenza permanente o temporanea, è assoluto.  A nessuno viene chiesto “chi sei, perché hai bisogno, quali sono le tue idee”. E men che meno l’esibizione di documenti d’identità o dell’attestazione ISEE relativa ai redditi. L’indigenza, a nostro giudizio non merita anche l’affronto della burocrazia.

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La nostra storia

La nostra storia è semplice. Nel 2006, durante una cena fra amici, fu fatto rilevare che l’eccesso di cibo, al limite dello spreco, era un’offesa alla povertà la cui crescita stava assumendo dimensioni allarmanti anche a Sassari. E che sarebbe stata cosa buona e giusta impegnarsi per alleviare il crescente disagio. Un panificatore s’impegnò a fornire 100 Kg. di pane al giorno. Alcuni altri commensali assunsero altri impegni. La costituzione di un’associazione benefica ONLUS, fu la naturale conseguenza.

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