L'Unione Sarda con un articolo online a firma di Emanuale Floris del 27 giugno 2026, descrive l'esperienza di alcuni giovani con la Casa della Fraterna Solidarietà.
Sassari, campo scuola della polizia locale: giovani a lezione di solidarietà
Comprati 500 euro di beni alimentari e prodotti di prima necessità da destinare alle persone fragili LEGGI l'articolo
CASA DELLA FRATERNA SOLIDARIETA' O.d.V.
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Blog e Rassegna Stampa
La Nuova Sardegna
SASSARI. Il supermarket dei poveri compie un anno: dodici mesi di solidarietà verso le fasce più deboli della popolazione, quelle che tra assegni familiari e lavori saltuari non arrivano mai alla del mese, quelle che spesso non hanno neppure il coraggio di chiedere aiuto. Per loro, i volontari della Casa della fraterna solidarietà, in 365 giorni, hanno consegnato 80mila buste della spesa.
In realtà, l'associazione raggiungerà il traguardo della prima <<candelina>> martedì prossimo. Ma il conto delle buste consegnate presto fatto. Da quest'estate, infatti, la media giornaliera si è attestata sui 300 sacchetti. Cifre che la dicono tutta sul numero dei poveri presenti in città. <<Per la nostra associazione, il primo compleanno è un traguardo importante - ha detto il presidente Aldo Meloni -, non eravamo certi di poterlo tagliare. Fino a oggi siamo stati aiutati dalla buona sorte e da molte persone generose. Anche se ancora molto deve essere fatto. Saremo soddisfatti quando riusciremo offrire un aiuto alimentare più ampio e variegato. Attualmente, infatti, il nostro aiuto si può definire un “ pronto soccorso”. Certi alimenti, come il latte, l'olio, lo zucchero, gli omogeneizzati e i biscotti per bambini, compaiono sporadicamente nel sacchetto della solidarietà>>.
L'associazione era partita con l'idea di dare sostegno a un centinaio di persone. Ma già dal primo giorno si è trovata di fronte a una folla di 200 indigenti che, giorno dopo giorno è cresciuta, arrivando al preoccupante numero di 300 presenze quotidiane. <<Dopo 2000 anni, la richiesta più pressante continua a riguardare il “ pane quotidiano” - aggiunge Aldo Meloni -, e riusciremo a esaudirla grazie al sostegno dei panificatori, come Cesaraccio, Ballarini e Mauro Calvia, che hanno sempre risposto a ogni richiesta di incremento delle donazioni. Se il trend di bisogno non si attenuerà, a breve dovremo bussare alla porta di qualche altro produttore>>.altro punto di forza del market dei poveri sono la pasta e il riso, che vengono forniti dal Banco Alimentare. La stessa Sisa-Cobec dà un sostegno importante, assieme alla Daf, la concessionaria della Danone. <<Una o due volte alla settimana - conclude il presidente - riusciamo a consegnare anche frutta e verdura, grazie ai fratelli Oggiano. Quest'estate il comune ci ha aiutati con una fornitura di latte per un mese. Nell'attesa che questo aiuto diventi definitivo, abbiamo ricevuto dalla Provincia un sostegno economico che ci garantirà una fornitura di latte per altri due mesi>>. Per continuare l'attività, la Casa della fraterna solidarietà presto avrò bisogno di una nuova sede. La speranza dei soci è che, al più presto, l'amministrazione comunale metta a disposizione locali adeguati, per evitare il rischio di dover sospendere la consegna delle buste. Un servizio, questo, diventato essenziale per le persone più deboli e povere della città.
Sassari - E sono trecento dentiere. La Casa della Fraterna Solidarietà onlus venerdì mattina ha festeggiato l'importante traguardo tagliato dopo circa due anni da quando è partito il servizio di assistenza odontoiatrica. «È davvero un momento di gioia per tutti noi. È bello sapere che qualcuno non passerà tutta la vita da sdentato perché non può permettersi di spendere 2500-3mila euro per farsi fare una dentiera! Ringrazio tutti i volontari e coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato», ha sottolineato con soddisfazione il presidente della Casa delle Fraterna Solidarietà di corso Regina Margherita a Sassari, Aldo Meloni, che in occasione di un incontro con operatori e volontari, aperto alla stampa, ha ringraziato quanti hanno garantito aiuto e sostegno anche economico. Adesso parte un nuovo servizio, grazie all'impegno del dottor Marcello Carboni. «Inauguriamo il secondo ambulatorio, che garantirà ecografie gratuite. Nella migliore delle ipotesi la sanità pubblica garantisce un'ecografia dopo sette mesi», ha detto Meloni. All'incontro erano presenti anche la presidente dela Provincia Alessandra Giudici, l'assessore comunale alle Politiche Sociali Michele Poddighe, il vicepresidente della Casa della Fraterna Solidarietà Carlo Sardara ed il direttore generale della Asl sassarese Marcello Giannico.
Le dentiere, inizialmente (le prime 40-50), sono state realizzate per intero grazie all'Andi, l'associazione nazionale dentisti. «Poi c'è stato il miracolo: abbiamo trovato Gavino Dettori, odontotecnico, che adesso lavora più per la Casa che per se stesso. Viene qui, insieme alla figlia, 2-3 volte a settimana», ha raccontato Aldo Meloni.
Le dentiere, inizialmente (le prime 40-50), sono state realizzate per intero grazie all'Andi, l'associazione nazionale dentisti. «Poi c'è stato il miracolo: abbiamo trovato Gavino Dettori, odontotecnico, che adesso lavora più per la Casa che per se stesso. Viene qui, insieme alla figlia, 2-3 volte a settimana», ha raccontato Aldo Meloni.
Ma alla Casa della Fraterna Solidarietà si va tutti i giorni (tranne i festivi) soprattutto a ritirare il "sacchetto della solidarietà". «La fame, lo ricordo sempre, non va in ferie. Da sette anni, Cesaraccio ci garantisce quotidianamente 100 kg di pane. Ma si sono poi aggiunti Ballarini, i due Calvia, Cuccaru di Bonnanaro e Fedeli di Osilo», ha detto ancora Meloni. Adesso parte la convenzione con la Conad ed il sacchetto sarà più ricco. Recente anche il rapporto con il programma regionale Alimentis.
Coloro che passano alla Casa della Fraterna Solidarietà rimangono rigorosamente anonimi. «Delle 500 famiglie che vengono non vogliamo sapere niente sotto il profilo della personalità né circa le loro idee. E poi abbiamo anche gli abiti che distribuiamo. Facciamo grande concorrenza ai cassonetti gialli. In un anno tra scarpe ed abiti riusciamo a trattare oltre 100mila capi». Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla padrona di casa, la presidente della Provincia Alessandra Giudici. I locali dell'ex questura sono infatti di proprietà dell'Amministrazione provinciale. «La solidarietà è una malattia contagiosa. Speriamo che nessuno trovi mai una cura», ha detto la presidente Giudici.
«Credo che i livelli di solidarietà che esprima questo Paese siano tra i più alti a livello globale. Il 5 per cento del Pil è prodotto dal terzo settore», ha commentato l'assessore comunale Michele Poddighe. «La verità è che c'è una situazione di disagio economico che non eravamo abituati a conoscere. Subito dopo la guerra, i bambini di Castelsardo, dove sono cresciuto, erano senza scarpe. Allora però era un modello di società omogeneo. Nel 2000 avevamo un 8 per cento di povertà in Sardegna; adesso a Sassari la povertà arriva al 22 per cento di povertà», ha detto Poddighe, che ha concluso citando un detto popolare: «Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti. Aldo Meloni ha messo insieme questi due elementi».
«La crisi porta spesso ad avere una visione distorta sulle istituzioni, a cui si chiede un intervento, come i ricoveri negli ospedali, spesso legati a difficoltà di integrazione sociale», ha detto il direttore generale della Asl, Marcello Giannico. Gli ospedali vengono spesso visti come ultima spiaggia per un aiuto. In un reparto per acuti, per esempio, un uomo è rimasto per un anno perché non sapeva dove andare a vivere. Stesso discorso per le residenze sanitarie, le rsa: sono sature, piene al 100 per cento, dove mettere le persone dimesse? «Ben vengano iniziative come queste della Casa della Fraterna Solidarietà. Dare da mangiare ad una persona significa non trovarsela al pronto soccorso, dove spesso si presentano individui con problemi di integrazione sociale. Più servizi come questo ci sono più la Asl riesce a funzionare meglio».
Due infine le ultime novità da parte dei generosi volontari sassaresi. L'Aispava, ovvero le guardie zoofile provinciali, garantiranno i loro servizi, anche di sorveglianza della sede di corso Margherita di Savoia. E poi gli studenti che hanno dato e continuano a dare una mano. Sono arrivati 25 studenti universitari che a chiamata hanno risolto tanti problemi. E i ragazzi dell'Itas di via Porcellana, mandati dalla scuola per 6-7 settimane a turno: hanno così potuto vedere direttamente come funziona il volontariato. Tutto questo si aggiunge ai servizi di consulenza legale e di difesa dei propri diritti fornita da altri volontari (commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro) nei giorni dedicati durante la settimana. (lufo)
Dal 23 ottobre chiunque versi in stato di necessità può ricevere in forma assolutamente anonima un aiuto concreto in generi alimentari, l'emergere di nuove povertà, che si sommano drammaticamente alle preesistenti, ha toccato profondamente l'animo di un gruppo di persone, spingendole a costituire un'associazione per dar sollievo alle necessità primarie dei vecchi e nuovi bisogni.
A partire dallo scorso 23 ottobre, nei locali di Corso Angioy 16, vengono distribuiti quotidianamente (quantomeno, sei giorni alla settimana) pane, latte, ed altri generi alimentari a lunga conservazione che non abbiano bisogno di celle o banchi frigo (anche il latte pertanto non potrebbe essere quello di giornata) a chiunque si presenti presso i locali dell'associazione, consentendo in tal modo il consumo di quanto ottenuto nell'intimità della propria abitazione. A nessuno sono chiesti il nome, la ragione del bisogno o le sue idee.
Si vuole evitare che il comprensibile pudore produca digiuni silenziosi, a volte drammatici. I volontari, con semplicità, sorridono a tutti e porgono il sacchetto della solidarietà. L'opera attiva si svolge in sintonia, senza sovrapposizioni, con le altre associazioni benefiche, in particolare con la Caritas Diocesana e con le Vincenziane. Rispetto ad esse ci si vuole rivolgere anche ad una platea molto più ampia e difficile da raggiungere: quella delle nuove povertà, presso cui non rare sono remore a rivolgersi a strutture confessionali. Non appena si reperiranno altri spazi, oltre al cibo saranno offerti anche capi di vestiario (nuovi, fine serie od anche seminuovi) e saranno erogate cure mediche dentarie. L'Associazione ha già ottenuto l'iscrizione all'Albo Regionale del Volontariato diventando in tal modo ONLUS. Questo consente, laddove ritenuto utile dagli interessati (sia privati e aziende), di attivare le facilitazioni fiscali previste dalla Legge 80/2005 (il cui slogan è “+ dai - versi”) che permette per le donazioni sia in denaro sia in natura di ottenere una deduzione fiscale del 10% del reddito annuo, con un tetto di 70.000 euro.
A ciò si affianca la disposizione agevolativa prevista dall’art. 13, comma 2, del Decreto Legislativo n. 460 del 1997, che consente alle aziende di cedere alle ONLUS derrate alimentari alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa, altrimenti destinate all'usuale eliminazione dal circuito commerciale, senza che il valore normale delle stesse venga considerato fra i ricavi dell'impresa medesima. Sabato 21 ottobre Aldo Meloni, promotore e presidente della “ Casa della fraterna solidarietà”, ha fatto da anfitrione al numeroso pubblico intervenuto per l'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa. Molti i personaggi della vita pubblica: Alessandra Giudici, presidente della Provincia, Cecilia Sechi, assessore comunale alle Politiche sociali, don Francesco Soddu, della Caritas diocesana (che ha benedetto i locali), don Giancarlo Zichi, i rotariani del “Sassari Nord”, Vincenzo Picci, Michele Poddighe , Leonardo Tilocca, Emilio Facci, Andrea Fiore, Giampiero Delogu, Rinaldo Carta, accompagnato dalla signora Anna Clara.
E poi Carlo Sardara e Paolo Puddinu, del Rotary “Sassari Silki”. L'assessore comunale Michele Malanga e tanti altri protagonisti della vita pubblica sassarese. La “ Casa della fraterna solidarietà” presieduta da Aldo Meloni, vicepresidente Giancarlo Lucci. Soci fondatori: Aldo Meloni, Leonardo Tilocca, Antonello Cesaraccio, Giampiero Delogu, Gianfranco Favini, Settimo Romolo Tilocca, Carlo Sardara. I trenata volontari che ogni giorno, dal lunedì al sabato (ore 9-11) distribuiranno i pacchi viveri sono coordinati da Gigi Noce. Un nuovo tassello si aggiunge quindi al mosaico della solidarietà a Sassari.
Sassari sera n°12 – anno 47 – dicembre2007/gennaio 2008
Un anno fa, il 21 ottobre, è nata la “casa della fraterna solidarietà”. Un anno trascorso veloce e forse con qualche cefalea …
<<Un po’ di cefalea c’è stata e c’è. Ma è dovuta all’ansia. Anzi due tipi di ansia: la prima è quella relativa ai locali dove operiamo (Corso Angioy) che sono di proprietà della Fondazione Divina Provvidenza che ringraziamo di cuore. L’altra è ansia che deriva dalla continua ricerca di derrate alimentari, operazione non facile anche perché non sempre e non tutti quelli che avrebbero potuto hanno risposto in modo immediato ed adeguato>>.
All’inaugurazione dello scorso anno c’era la cosiddetta “Sassari che conta”. Quante promesse?
<<Mah … a dire il … vero, la “Sassari che conta” promesse non ne ha fatto. Certo avrebbe potuto fare in modo di reperire un locale che sicuramente gli enti pubblici possiedono in città e non avremmo preteso sicuramente un locale a cinque stelle! Anche un rudere da riadattare mettendoci noi soci fondatori le mani in tasca>>.
E invece per quanto riguarda le donazioni?
<<Noi siamo una onlus e non volevamo di sicuro i prodotti di prima scelta, ma ci saremmo accontentati, come ci accontentiamo, di quei prodotti che si approssimano alla scadenza. Fra quanti hanno preso parte all’inaugurazione non c’erano i cosiddetti “big”, ma coloro che fin dall’inizio (li abbiamo ripetutamente citati) ci hanno dato quel che potevano. Potrei citare il monopolista regionale del latte che non ha potuto venirci incontro per, presumo, difficoltà.
Fra i “latitanti” voglio sottolineare l’assenza di qualche grosso … grosso centro commerciale che ancora purtroppo preferisce dare in “pasto” derrate alimentari ai cassonetti e alle discariche che potrebbero sfamare un intero paese. A parte questo debbo dire che i singoli, la gente di Sassari, stanno dimostrando una sensibilità, un cuore, nei confronti di questa iniziativa, che davvero commuove>>.
Un esempio?
<<C’è gente che viene e ci porta i “doni”: una cassa di pelati, del the o altro. E questo è magnifico! Anche perché, è evidente, si sono resi conto che la nostra è una di quelle associazioni di volontariato in cui si sa dove vanno a finire le cose>>.
Ritorniamo alla sede. Nel numero del 30 di settembre scorso, Il Sassarese ha denunciato l’incredibile patrimonio immobiliare inutilizzato che c’è a Sassari di proprietà pubblica o anche privata. Possibile che davvero non si riesca a trovare un … buco per la “Casa della Fraterna Solidarietà”?
<<Bella domanda! E’ il quesito che mi pongo di continuo. Ma la risposta è però sempre amara: evidentemente non interessiamo a nessuno. Non voglio fare polemica. Ma avendo un … “bacino di utenza” purtroppo non vastissimo, non meno però di mille famiglie, a questo rivolgiamo il nostro lavoro perché sono e rimarranno persone conosciute da accogliere con affetto e con un sorriso di benvenuto>>.
Forse non interessiamo a nessuno, ha detto. Forse … lei si sta arrendendo?
<<Ma nemmeno per sogno! Precisiamo: io posso definirmi il “regista” mettendoci molta vanagloria, di questa iniziativa. Ma i “primi attori” sono i volontari. E i donatori. Quella dei volontari è una squadra meravigliosa formata non meno di quaranta persone, signore, insegnanti in pensione e anche (stupefacente!) da coloro che prima si presentavano dall’“altra parte” (per ricevere il sacchetto) e poi hanno deciso che disponendo di tempo potevano “dare una mano” e sono passati anche loro a servire i bisognosi come son loro stessi. E poi a fine giornata rientrano nella loro casa col sacchetto, come gli altri. Se non è solidarietà questa!>>
Una sorta di … ringraziamento.
<<Un coinvolgimento. E poi in aggiunta a ciò c’è la bella presenza di quattro mormoni, due ragazze e due ragazzi che così, senza alcuna pretesa, vengono una volta la settimana dando una bella mano d’aiuto>>.
Ma c’è un futuro per la “Casa della Fraterna Solidarietà”?
<<Abbiamo scoperto che c’era questa gente bisognosa che viveva in modo sotterraneo e perciò ci siamo mossi. Il futuro. Dipende … dipende da qualche “variabile”. Dovessimo essere … affettuosamente … sfrattati perché la “Divina Provvidenza” ha necessità di vendere parte degli immobili, certamente dovremmo, poiché siamo in comodato, lasciare i locali di Corso Angioy. Ma sia chiaro, a costo di fare, come soci fondatori, sacrifici personali, troveremo un altro locale>>.
C’è una Sassari bisognosa e una solidale. Voi fate parte della seconda “categoria”, se mi passa la definizione. Lei conosceva, prima di iniziare l’attività, questa realtà della povera gente sassarese?
<<No. Con molta umiltà devo dire che dopo avere sentito qualche parroco ne ho parlato con monsignor Francesco Soddu che mi ha incoraggiato molto. Mi ha detto che dovevamo andare avanti perché il problema c’era e c’è>>.
Don Soddu fa parte della Caritas Diocesana.
<<Si ed è una persona estremamente illuminata. È stato lui lo scorso anno a benedire i nostri locali>>.
Facciamo adesso qualche nome di coloro che vi aiutano.
<<Sono orgoglioso di rispondere alla domanda. Oggi siamo abituati a leggere brutte notizie mentre vi sono tante persone che invece “fanno” buone notizie. Citando coloro che ci aiutano spero si possa scatenare un “contagio” positivo. Antonello Cesaraccio, panificio; altri panificatori Ballarini, Mauro Calvia. Il banco Alimentare e il presidente Michele Bulla. Quasi per incanto è apparso Oggiano del mercato ortofrutticolo che una volta la settimana conferisce frutta e verdura. E poi Rinaldo Carta, della Cobec, amico generoso con noi fin dall’inizio. Poi c’è la Danone che ci da lo yogurt. Il riparatore della Zanussi ci ha fornito un frigorifero industriale. Zunino Auto ci ha dato un automezzo che ci consente di trasportare la merce. Non parlo dei privati perché mi hanno fatto obbligo assoluto di riservatezza. C’è da rimanere estasiati di fronte alla generosità di una tabaccaia di Sassari che va al market, compra 100 chili di pasta e li porta da noi>>.
Per chiudere un augurio: che finiscano le cefalee.
<<Spero passino del tutto!>>.
La Nuova Sardegna
SASSARI. Quasi duemila buste di generi alimentari consegnati otto giorni. È il primo bilancio fatto dai volontari dell'associazione " Casa della fraterna solidarietà ", che dal 23 ottobre lavorano nello sportello di corso Angioy. Un bilancio che dà l'idea di quanti Sassaresi vivano in condizioni di indigenza. La media della prima settimana è stata di 215 sacchetti giornalieri. Lunedì ne sono stati distribuiti 270 mentre ieri si è saliti a quota 287: " Una enormità - commenta il presidente dell'associazione, Aldo Meloni -, che va al di là delle nostre previsioni iniziali. Pensavamo che 100 sacchetti giornalieri sarebbero stati sufficienti, ma i dati di questi giorni vanno decisamente oltre. In questa fase, nella nostra associazione diventa fondamentale trovare nuovi donatori, e siamo fiduciosi che ci riusciremo " Sebbene le buste con pasta, latte, pane e pelati, vengano consegnate in modo totalmente anonimo, e ai poveri non venga chiesto alcun tipo di informazione, i volontari si sono fatti un'idea della loro " composizione ". " ogni giorno arrivano persone nuove – spiega Meloni -, e il fatto che siamo a fine mese probabilmente significa che questo è il periodo più critico per molti cittadini. Gli utenti del nostro sportello sono eterogenei: si va dagli anziani alle madri di famiglia, dai rom a qualche immigrato di colore. Ciò che è certo, e che almeno il 95 per cento degli indigenti che si rivolgono alla nostra associazione sono sassaresi ". Tra i tanti " veri " poveri che ogni mattina vanno a prendere la busta della spesa gratuita, ce ne sono alcuni che probabilmente non hanno un reale bisogno. " Chi viene al nostro sportello - sostiene Aldo Meloni -, non può che stare male, si tratta comunque di persone che hanno problemi economici gravi. Che interesse potrebbe avere una persona nell'esporsi per una busta di pane e di latte? Per rivenderla forse? Io sono convinto che chi viene da noi siano quasi esclusivamente veri bisognosi " Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, nel corso della settimana sono arrivati due nuovi donatori di pane. Oltre a Cesaraccio, socio fondatore della Casa della fraterna solidarietà, ora consegnano anche il panificio Ballarini e Gigi Riu di Alghero che, nonostante non abbia clienti a Sassari, ogni mattina manda un furgone in città per i bisognosi.
La Casa della Fraterna Solidarietà
L’emergere di nuove povertà, che si sommano drammaticamente alle preesistenti, ha toccato profondamente l’animo di un gruppo di persone, spingendole a costituire un’associazione per dare sollievo alle necessità primarie dei vecchi e nuovi bisognosi. In estrema sintesi, nei locali d C.so Margherita di Savoia n. 6 vengono distribuiti quotidianamente (domeniche e festivi esclusi), pane, latte ed altri generi alimentari a lunga conservazione che non abbiano bisogno di celle o banchi frigo [...]
Continua: La Casa della Fraterna Solidarietà
Noi siamo volontari
Il nostro volontariato è contraddistinto dalla totale gratuità delle prestazioni e nell’assoluta apoliticità e aconfessionalità nella nostra operatività. Il rispetto nei confronti dei nostri fratelli in stato d’indigenza permanente o temporanea, è assoluto. A nessuno viene chiesto “chi sei, perché hai bisogno, quali sono le tue idee”. E men che meno l’esibizione di documenti d’identità o dell’attestazione ISEE relativa ai redditi. L’indigenza, a nostro giudizio non merita anche l’affronto della burocrazia.
Continua: Noi siamo volontari
La nostra storia
La nostra storia è semplice. Nel 2006, durante una cena fra amici, fu fatto rilevare che l’eccesso di cibo, al limite dello spreco, era un’offesa alla povertà la cui crescita stava assumendo dimensioni allarmanti anche a Sassari. E che sarebbe stata cosa buona e giusta impegnarsi per alleviare il crescente disagio. Un panificatore s’impegnò a fornire 100 Kg. di pane al giorno. Alcuni altri commensali assunsero altri impegni. La costituzione di un’associazione benefica ONLUS, fu la naturale conseguenza.
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