A nessuno viene chiesto “chi sei, perché hai bisogno, quali sono le tue idee”. E men che meno l’esibizione di documenti d’identità o dell’attestazione ISEE relativa ai redditi. L’indigenza, a nostro giudizio non merita anche l’affronto della burocrazia.

Abbiamo ipotizzato che taluno tenti di accaparrare un secondo sacchetto di generi alimentari, senza preoccuparsi di sottrarlo, potenzialmente, alla disponibilità di un altro bisognoso. Pazienza. Abbiamo fatto nostra l’esortazione di Don Bosco:”lasciatevi imbrogliare dai poveri”. Anche coloro che fanno i “furbi”, altro non sono che MISERI. Il nostro compito è quello di procurare derrate alimentari in quantità tale da soddisfare le esigenze di tutti. Comprese quelle di qualche potenziale”misero”.

Non vogliamo che nemmeno una sola delle tante, troppe persone (circa 500 attualmente, e non sempre le stesse) torni a casa delusa, a mani vuote. E’ questo accade già ora. Ma si potrebbe fare di più, molto di più. Sarebbe sufficiente che lo SPRECO perpetrato da vari produttori e super ed iper market, venisse evitato e che le varie derrate alimentari prossime alla scadenza, o con il package danneggiato, venissero donate alle associazioni di volontariato iscritte all’Albo regionale, e quindi ONLUS.

In tal modo le donazioni usufruirebbero dei vantaggi fiscali previsti dalla vigente normativa in materia. Così operando, si presterebbe ascolto al fermo richiamo di una straordinaria donna, diventata, a giusta ragione SANTA: MADRE TERESA DI CALCUTTA: “il vero scandalo non è la ricchezza o la povertà. E’ LO SPRECO”.