la fame non va in ferie in fila x il cibo miniaturaLa fame non va in ferie: Aldo Meloni, fondatore della Casa dellaFraternaSolidarietà,ne ha fatto un motto di questa frase. Ma basta vedere la fila che si forma, ogni giorno, anche in questo periodo ferragostano, di fronte alla onlus di corso Angioy,per capire che la fame non dà tregua.

 

La povertà cresce, qui c’è una città dolente, i bisogni aumentano e per sopravvivere ci si mette in fila e si aspetta il proprio turno per ricevere i beni di prima necessità. Ogni anno si confezionano qui almeno 150.000 “sacchetti di cibo quotidiano”. Anche in questi giorni, con la città semideserta che si riversa al mare, vengono distribuiti quotidianamente tra i 350 e i 400 o più sacchetti di alimenti: pasta, pelati, olio di semi, tonno in scatola o ciò che i volontari della Casa sono riusciti a reperire per offrire un sostentamento quotidiano anche a cinquecento persone.

aldoNuovo record di protesi alla Casa della Fraterna Solidarietà. E un sogno: formare come odontotecnici ragazzi speciali.

SASSARI. Si può ridare il sorriso donando un pasto, vestiario, un giocattolo, ma anche una dentiera. Forte di questo credo la laicissima Casa dela Fraterna Solidarietà ieri ha compiuto un nuovo miracolo impiantando la protesi dentaria numero ottocento su un paziente cinquantenne che ha ringraziato commosso: «Mi avete ridato la gioia di vivere».

Aldo Meloni, il presidente della Casa di corso Margherita di Savoia, è un uomo sensibile ai bisogni dei più umili e non ha mai mancato di praticità. La povertà la conosce in tutte le sue sfaccettature, standoci a contatto da più di dieci anni, da quando ha creato dal nulla il punto di raccolta e distribuzione di beni alimentari che oggi distribuisce novantamila pacchi all’anno. Ma a cosa serve dare il pane se poi non si hanno denti per mangiarlo? Così nel 2010 il presidente Meloni si è prefisso l’obiettivo di aiutare quanti, e sono tanti, non possono assolutamente spendere come minimo dai duemila ai duemilacinquecento euro per rifarsi il sorriso. «Il servizio sanitario pubblico è del tutto assente sotto questo profilo – spiegava Aldo Meloni –. Né gli ambulatori Asl nè la clinica universitaria di odontoiatria, unico presidio rimasto dopo la chiusura del reparto ospedaliero al Santissima Annunziata, impiantano protesi gratuitamente. Lo stiamo facendo solo noi, in tutta la Sardegna, tanto che copriamo richieste che arrivano da Tempio, Valledoria, Alghero e Porto Torres. Ce ne sono arrivate anche da Cagliari, e penso che anche la città capoluogo prima o poi debba organizzarsi per sostenere queste necessità basilari per la dignità di una persona».

L’obiettivo raggiunto nel laboratorio attrezzato della Casa della Fraterna Solidarietà, non sarebbe stato possibile senza la collaborazione e l’impegno dei dentisti Paolo Usai e Francesco Sanna e dell’odontotecnico Gavino Dettori, che prestano gratuitamente la loro esperienza. E prima ancora di altri professionisti e dell’Andi (l’Associazione nazionale dentisti italiani) con la quale era partita l’avventura. Ieri erano tutti presenti e operativi nella giornata in cui è stato raggiunto il nuovo record. E ora alla Casa sperano di riuscire a realizzare un nuovo sogno. Coinvolgere giovani disabili nella preparazione di protesi dentarie, garantendogli così un futuro di autonomia. «Abbiamo un progetto che riguarda cinque ragazzi – hanno spiegato Meloni, Dettori e Usai –. Per il prossimo mese stiamo organizzando un convegno scientifico con l’Ado che sarà occasione per una raccolta di fondi da destinare alla realizzazione del nostro obiettivo. Ci crediamo perché è un’opportunità importante per persone che non hanno meno capacità dei normodotati». A sostenere la Casa della Fraterna Solidarietà ieri c’era

anche Sergio Rosso, presidente degli Asili Notturni di Torino, affilata alla Fism, la Federazione italiana per la solidarietà massonica, che nel capoluogo piemontese prepara ogni anni centomila pasti per le famiglie indigente, e assicura cure dentarie ad adulti e bambini. (p.f.)

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Trecento in dono ai bambini nella “Casa” di corso Margherita di Savoia
Anche giocattoli e dolcetti per tutti. In palio una mega sorpresa per un fortunato

 

La solidarietà ha il sapore dell’uovo di cioccolato SASSARI. L’uovo di Pasqua gigante lo hanno adocchiato tutti. Tre chili di cioccolato e mega sorpresa all’interno. Ogni bambino, dentro di sè, ha sperato di stringerlo tra le braccia, tra l’invidia di tutti, e portarselo trionfante a casa. Ma nel frattempo, prima della grande estrazione, alla Casa della Fraterna solidarietà, andava avanti la distribuzione di queste pillole di felicità. Un uovo di Pasqua da 300 grammi per ogni bimbo presente.

 

«E non solo – dice il presidente dell’associazione Aldo Meloni – perché a noi piace molto farci imbrogliare dai poveri. E quindi molte uova sono andate anche a bambini che non erano materialmente presenti, ma che, dicono le mamme e i papà, erano rimasti a casa ad aspettare il loro regalino».

 

Alla fine ne hanno distribuito trecento, perché la Pasqua senza il cioccolato e la sorpresa non è la Pasqua. «Ogni bambino ha diritto alla felicità – dice Meloni – e noi nel nostro piccolo facciamo del nostro meglio». Oltre alle uova piccole c’erano anche quelle medie da 600 grammi e quello maxi da tre chili. Naturalmente in questo caso si va a sorteggio, perché va bene la generosità, ma Aldo Meloni deve anche fare i conti con un budget che non è inesauribile. Perciò ogni bambino, subito dopo aver preso il proprio uovo di serie, infilava la mano dentro un sacchetto e pescava un bigliettino. E vedere lo stupore, la gioia, e la meraviglia di aver vinto negli occhi e nei sorrisi dei bambini, è una emozione che non ha prezzo.

 

Ma il pacchetto pasquale non finisce qui. Quest’anno la Casa della Fraterna Solidarietà ha voluto decisamente scialacquare. «Siamo riusciti a confezionare anche trecento giocattoli – racconta Aldo Meloni – ciascuno con un involucro colorato. E li abbiamo distribuiti selezionandoli, per quanto possibile, sulla base dell’età e del sesso dei bambini. In modo da andare incontro ai loro gusti ed evitare spiacevoli delusioni». E infine, dopo l’uovo e i giocattoli, anche un assaggio di dolcini per ciascuno.

 

«Per fare felici centinaia di bambini basta veramente poco – conclude Aldo Meloni – e la loro spontaneità e i sorrisi sono impagabili. Siamo veramente soddisfatti per questa giornata, e ogni anno abbiamo la sensazione di aver fatto meglio della volta precedente».

Articolo de La Nuova Sardegna del 13 aprile 2017

Che tristezza leggere la descrizione dell'inumana condizione di un malato "inchiodato" ad un letto e con un tubo che collega 24 ore al giorno il suo naso ad un respiratore meccanico, che soffre ed invoca la morte liberatrice! E quante altre sfortunate persone soffriranno pene eguali a sue? Sicuramente tante, troppe. Sono convinto che ignorare l'esigenza e l'urgenza di una legge sul fine vita sia segno di una crudele indifferenza e di stupida incoscienza, poiché nessuno ha la certezza di non incorrere in una simile sventura. Dalla nostra isola (patria dell'accabadora), dovrebbe partire una pressante richiesta alla classe politica, in nome della dignità umana e del libero arbitrio, affinché una compassionevole ed irrinunciabile legge sia messa al più presto a disposizione di coloro che attendono la morte in uno stato di profonda e inumana sofferenza.

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Un articolo de La Nuova Sardegna del 26 ottobre '16

detenuta

 

SASSARI. Quanto vale un sorriso? Per una detenuta nel carcere di Bancali il sorriso ritrovato, anche se dietro le sbarre, vale una poesia dedicata ai volontari della Casa della Fraterna solidarietà che nei giorni scorsi le hanno consegnato la dentiera. Un regalo, come gli altri quasi 700 fatti dall’associazione di volontariato guidata da Aldo Meloni a poveri e a persone che, pur non vivendo in condizioni di miseria, non possono permettersi di affrontare la spesa per le cure dentistiche.

Un regalo preziosissimo soprattutto per Angela (non è il suo vero nome) che ha voluto ringraziare chi ha realizzato il lavoro che le ha restituito il sorriso: il dentista Paolo Usai e l’odontotecnico Gavino Dettori. Entrambi lavorano gratuitamente per la Casa. «Ciao cari Paolo e Gavino – ha scritto la detenuta – spero che voi stiate bene come me. Qui il tempo passa lento ma passa. Vi penso sempre e per questo motivo ho scritto una poesia per voi». Quindi i versi, semplici e pieni di gratitudine: «Grazie per avermi guardato, grazie per avermi sorriso, grazie per avermi dato una speranza che io credevo persa, grazie per essermi stati vicino, grazie per avermi dato la possibilità di sorridere ancora. Vi voglio bene».

«Ora vi lascio ma non mi dimenticherò mai di voi – conclude Angela –. Grazie ancora di tutto. Il tempo cura le ferite e anche io uscirò guarita da questa sofferenza. A presto, perché quando uscirò sarò sempre una vostra cliente se mi vorrete.

«Se è vero che il carcere dovrebbe essere un luogo non solo di pena, ma anche un mezzo per migliorare le persone detenute – ha commentato Aldo Meloni – occuparsi di loro dall’esterno può essere un piccolo aiuto per raggiungere il non facile obiettivo».

«A mia volta, come responsabile della’associazione Casa della Fraterna solidarietà – ha aggiunto Meloni – ringrazio vivamente don Gaetano Galia per avere attivato il nostro non agevole intervento in favore di un caso con motivazioni da lui valutate di particolare attenzione e i nostri attuali due (solo due, purtroppo) generosissimi professionisti volontari con i quali in virtù del loro impegno, aggiunto alla loro normale attività professionale, fra l’altro stiamo per raggiungere l’impensabile meta delle 700 dentiere». «Il rammarico – conclude

Aldo Meloni – è per le tante persone in attesa, alle quali rivolgiamo le nostre scuse ricordando che noi non siamo una istituzione pubblica ma dei semplici cittadini che si adoperano, nei limiti delle loro possibilità, per lenire le tante, troppe situazioni di indigenza e di disperazione».

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SASSARI. Dopo aver donato giocattoli, biciclette e dolci per il Natale e la Befana, la Casa della Fraterna Solidarietà di cui è motore Aldo Meloni, ha pensato a far felici i bambini anche a Pasqua....

(Pubblicato da La Nuova Sardegna online il 26 marzo 2016)

SASSARI. Dopo aver donato giocattoli, biciclette e dolci per il Natale e la Befana, la Casa della Fraterna Solidarietà di cui è motore Aldo Meloni, ha pensato a far felici i bambini anche a Pasqua. Ieri si è svolta, nella sede di corso Margherita di Savoia, la consegna di uova di cioccolato perché anche queste festività siano vissute con gioia da parte di chi ha meno. I volontari dell’associazione onlus, che è ormai diventata un’istituzione per il sostegno alle povertà e a chi si trova in un momento difficile della propria vita, anche nella giornata di ieri sono stati infaticabili distribuendo centinaia di uova pasquali. Un dono assai gradito dai piccoli che, accompagnati dai loro genitori, hanno scartato il regalo alla ricerca della sorpresa. Per la Casa della Fraterna Solidarietà continua l’impegno a favore di chi è meno fortunato. L’associazione è punto di riferimento per migliaia di famiglie alle quali distribuisce ogni giorno cibo, medicinali e altro.

imageIl dirigente della Fraterna Solidarietà Aldo Meloni: ci danno 12mila euro e ne spendiamo 100mila all’anno aiutando migliaia di famiglie


SASSARI. «Quando ho visto la distribuzione delle risorse sulla povertà estrema sono stato tre giorni senza dormire. Ci hanno assegnato 12mila euro e non ce li hanno dati ancora. E noi da gennaio ne abbiamo già speso 17185. Io penso che i criteri adottati siano sbagliati. Non ho niente contro la Caritas, che prende però 55mila euro, o contro il Banco Alimentare di Cl, o contro le varie e meritorie opere vincenziane. E nemmeno contro la sconosciuta associazione cattolica apparsa quest’anno che già prende 20mila euro. Ho però la brutta impressione che paghiamo la nostra laicità, e sono sicuro che meritiamo più soldi, con le nostre 100mila buste distribuite a 100mila famiglie, con i nostri 50 volontari che non prendono un euro. E soprattutto con tutto quello che, con quei soldi, potremmo fare».