L’acqua non potabile: attentato alla salute?



Attenzione, gli annuncidi imbevibilità sono sempre più ravvicinati. Periodicamente entrano in campoperfino le autobotti del
comune,con tanto di esortazioni anon utilizzare l'acqua per l'alimentazione. Ma, parliamoci chiaro: le comunicazioni del Comune tramite il quotidiano,  aggiungono l'intera popolazione? Quanta gente non compra il giornale? E quanti non possono permettersi l'acquisto di acqua minerale? Una volta c'erano i banditori che davano l'annuncio in tutte le vie e c'erano le fontanelle che consentivano il prelievo gratuito. Quante famiglie hanno continuato a cucinare con l'acqua imbevibile, e quanti suoi componenti, compresi bambini, malati ed anziani hanno continuato a berla? Quali saranno le conseguenze? E di chi la colpa? Si potrebbe rischiare di parlare dell'acqua "killer", come è stato per l'amianto. L'acqua "vietata" chissà di quante patologie è madre!

Cosa fare? Individuare la responsabilità. Del gestore? Oppure per quanto attiene le condotte inadeguate del Comune, della Regione, del Governo? Bene. Una volta individuato " il colpevole" che potrebbe essere accusato di "attentato alla salute pubblica", bisognerebbe agire. Non so se sia praticabile, ma ho un'idea. Sassari è "patria" di tanti
legali eccellenti edi grande cuore. Perchè il loro ordine professionale non si occupa del problema? Se si trattasse di "attentato alla salute  pubblica" non dovrebbe agire d'ufficio la magistratura? E se fosse necessariauna denuncia, chi meglio dell'Ordine potrebbe indirizzarla in modo ottimale?

 

Aldo Meloni
Sassari

su La parola ai lettori risponde Manlio Brigaglia
La Nuova Sardegna - sabato 27 / 06 / 2015


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