Sassari - E sono trecento dentiere. La Casa della Fraterna Solidarietà onlus venerdì mattina ha festeggiato l'importante traguardo tagliato dopo circa due anni da quando è partito il servizio di assistenza odontoiatrica. «È davvero un momento di gioia per tutti noi. È bello sapere che qualcuno non passerà tutta la vita da sdentato perché non può permettersi di spendere 2500-3mila euro per farsi fare una dentiera! Ringrazio tutti i volontari e coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo risultato», ha sottolineato con soddisfazione il presidente della Casa delle Fraterna Solidarietà di corso Regina Margherita a Sassari, Aldo Meloni, che in occasione di un incontro con operatori e volontari, aperto alla stampa, ha ringraziato quanti hanno garantito aiuto e sostegno anche economico. Adesso parte un nuovo servizio, grazie all'impegno del dottor Marcello Carboni. «Inauguriamo il secondo ambulatorio, che garantirà ecografie gratuite. Nella migliore delle ipotesi la sanità pubblica garantisce un'ecografia dopo sette mesi», ha detto Meloni. All'incontro erano presenti anche la presidente dela Provincia Alessandra Giudici, l'assessore comunale alle Politiche Sociali Michele Poddighe, il vicepresidente della Casa della Fraterna Solidarietà Carlo Sardara ed il direttore generale della Asl sassarese Marcello Giannico.
 
Le dentiere, inizialmente (le prime 40-50), sono state realizzate per intero grazie all'Andi, l'associazione nazionale dentisti. «Poi c'è stato il miracolo: abbiamo trovato Gavino Dettori, odontotecnico, che adesso lavora più per la Casa che per se stesso. Viene qui, insieme alla figlia, 2-3 volte a settimana», ha raccontato Aldo Meloni.

Le dentiere, inizialmente (le prime 40-50), sono state realizzate per intero grazie all'Andi, l'associazione nazionale dentisti. «Poi c'è stato il miracolo: abbiamo trovato Gavino Dettori, odontotecnico, che adesso lavora più per la Casa che per se stesso. Viene qui, insieme alla figlia, 2-3 volte a settimana», ha raccontato Aldo Meloni.
 
Ma alla Casa della Fraterna Solidarietà si va tutti i giorni (tranne i festivi) soprattutto a ritirare il "sacchetto della solidarietà". «La fame, lo ricordo sempre, non va in ferie. Da sette anni, Cesaraccio ci garantisce quotidianamente 100 kg di pane. Ma si sono poi aggiunti Ballarini, i due Calvia, Cuccaru di Bonnanaro e Fedeli di Osilo», ha detto ancora Meloni. Adesso parte la convenzione con la Conad ed il sacchetto sarà più ricco. Recente anche il rapporto con il programma regionale Alimentis.

Coloro che passano alla Casa della Fraterna Solidarietà rimangono rigorosamente anonimi. «Delle 500 famiglie che vengono non vogliamo sapere niente sotto il profilo della personalità né circa le loro idee. E poi abbiamo anche gli abiti che distribuiamo. Facciamo grande concorrenza ai cassonetti gialli. In un anno tra scarpe ed abiti riusciamo a trattare oltre 100mila capi». Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla padrona di casa, la presidente della Provincia Alessandra Giudici. I locali dell'ex questura sono infatti di proprietà dell'Amministrazione provinciale. «La solidarietà è una malattia contagiosa. Speriamo che nessuno trovi mai una cura», ha detto la presidente Giudici.

«Credo che i livelli di solidarietà che esprima questo Paese siano tra i più alti a livello globale. Il 5 per cento del Pil è prodotto dal terzo settore», ha commentato l'assessore comunale Michele Poddighe. «La verità è che c'è una situazione di disagio economico che non eravamo abituati a conoscere. Subito dopo la guerra, i bambini di Castelsardo, dove sono cresciuto, erano senza scarpe. Allora però era un modello di società omogeneo. Nel 2000 avevamo un 8 per cento di povertà in Sardegna; adesso a Sassari la povertà arriva al 22 per cento di povertà», ha detto Poddighe, che ha concluso citando un detto popolare: «Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti. Aldo Meloni ha messo insieme questi due elementi».

«La crisi porta spesso ad avere una visione distorta sulle istituzioni, a cui si chiede un intervento, come i ricoveri negli ospedali, spesso legati a difficoltà di integrazione sociale», ha detto il direttore generale della Asl, Marcello Giannico. Gli ospedali vengono spesso visti come ultima spiaggia per un aiuto. In un reparto per acuti, per esempio, un uomo è rimasto per un anno perché non sapeva dove andare a vivere. Stesso discorso per le residenze sanitarie, le rsa: sono sature, piene al 100 per cento, dove mettere le persone dimesse? «Ben vengano iniziative come queste della Casa della Fraterna Solidarietà. Dare da mangiare ad una persona significa non trovarsela al pronto soccorso, dove spesso si presentano individui con problemi di integrazione sociale. Più servizi come questo ci sono più la Asl riesce a funzionare meglio».

Due infine le ultime novità da parte dei generosi volontari sassaresi. L'Aispava, ovvero le guardie zoofile provinciali, garantiranno i loro servizi, anche di sorveglianza della sede di corso Margherita di Savoia. E poi gli studenti che hanno dato e continuano a dare una mano. Sono arrivati 25 studenti universitari che a chiamata hanno risolto tanti problemi. E i ragazzi dell'Itas di via Porcellana, mandati dalla scuola per 6-7 settimane a turno: hanno così potuto vedere direttamente come funziona il volontariato. Tutto questo si aggiunge ai servizi di consulenza legale e di difesa dei propri diritti fornita da altri volontari (commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro) nei giorni dedicati durante la settimana. (lufo)