Problemi che per qualche ora sono rimasti fuori dalla porta del centro di Corso Margherita di Savoia.
Ieri pomeriggio decine di bambini accompagnati dai genitori hanno ritirato i regali loro riservati durante un a piccola festa che si ripete sempre uguale ma che conserva sempre la stessa poesia. A consegnare i doni un uomo e una donna scelti tra le volontarie e i volontari che ogni giorno consegnano ai poveri generi di prima necessità. Per loro non c’erano solo le classiche calze della Befana. Tanti gli oggetti ed i giocattoli, molti ancora con il tagliando di acquisto, donati ai bambini che appartengono a famiglie poco fortunate. È bastato scegliere un bigliettino (diverso per maschietti e femminucce) da un sacchetto per poter ritirare un giocattolo.
A disposizione a che peluches, pupazzetti, macchinette, biliardini, monopattini e tanti altri regali. Oltre a dolciumi e caramelle. In fila non solo immigrati dall'est Europa, dalla Romania, dalla Nigeria e dal Maghreb. In fila c’erano anche tanti “ nuovi poveri ”: i sassaresi che hanno perso il lavoro e che nonostante tutto non hanno voluto rinunciare al sorriso dei loro bambini. E così, per tutto il pomeriggio, la Casa della Fraterna Solidarietà si è trasformata in un’allegra catena di montaggio con una distribuzione incessante di calze e dolci.

Le nuove povertà in città stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti: dal 2010 ad oggi infatti l’affluenza quotidiana nei locali dell’associazione è di circa 500 persone: un vero e proprio “ paese ” di sventurati. Quasi miracolosamente, c’è un sacchetto di cibo per tutti. Così come, grazie ad un fornitissimo guardaroba, che spazia dalla biancheria intima ai giubbotti, senza escludere scarpe ed accessori vari, ognuno può scegliere liberamente ciò che gli occorre. Altri sostegni di tipo specialistico, vengono forniti da professionisti, direttamente presso i loro studi e ambulatori. Gratuitamente, ovviamente. «Preso atto del rifiuto della sanità pubblica di fornire le dentiere ai non abbienti – sottolinea Aldo Meloni – è stato attrezzato uno studio professionale per la donazione di dentiere. E ciò grazie alla disponibilità e generosità di diversi dentisti e odontotecnici. Insomma la Casa della Fraterna solidarietà non risolve certo i problemi di lavoro o di casa ma sicuramente allevia il disagio. Con l’impegno dei volontari operativi e con il sostegno di tante persone di buona volontà ».